DAL PROGRAMMA DI SALA
TRAPPOLA PER TOPI è una diabolica struttura a scatole cinesi,
una trappola che contiene altre trappole. Trappole per gli spettatori, prima
di tutto. Otto persone bloccate in una pensione isolata dalla neve; tra di
loro un pericoloso assassino psicopatico. E il delitto arriva inesorabile,
in perfetto orario. Alla fine del primo atto, naturalmente. Who done it? Chi
è stato? Prima trappola. Noi spettatori gettiamo uno sguardo in quel salotto
"per bene", spiamo i topolini agitarsi nella gabbietta e, senza rendercene
conto, i topolini siamo noi. Catturati da quel meccanismo perfetto
invischiati in questo "teatro dello sguardo", dove ogni dettaglio va
esaminato e messo a confronto con altri dettagli. Topolini prigionieri e
ciechi, perché incapaci di interpretare la realtà che è sotto i nostri
occhi, abbagliati e distratti come siamo dai riflessi cristallini. Ma questo
delizioso carillon omicida lascia a volte intravedere bagliori sinistri,
squarci di luce che mostrano il lato oscuro delle cose. Certo, Trappola è un
gioco, deve avere la leggerezza di un gioco. Un po' infantile ma
terribilmente crudele, perfino sadico. Proprio come la dolce canzoncina che
parla di quei poveri tre topolini a cui la fattoressa taglia i codini ...
"Sei da gualche parte in mezzo ai tuoi amici, poi d'un tratto li guardi in
faccia a non sono più loro ... sono altre persone. Che fanno finta. Forse
tutti sono estranei": Quel luogo "da qualche parte" è il Teatro. E la
Christie, pur con il garbo e lo humour che la distinguono, ci spinge a
gettare uno sguardo oltre le apparenze, a sollevare quel velo freddo e
bianco attraverso il quale osserviamo persone e cose. Ecco la seconda
trappola: la cecità di tutti noi. II non sapere o voler vedere oltre la
rassicurante quotidianità 'sembravano persone cosi a posto ...'. Così quella
neve, quel gelo, è il brivido freddo che si prova a scoprire le molteplici
facce del reale. Trappole poi, per il regista. Nella stessa trappola casca
il regista. Anche noi siamo accecati nel guardare a questo testo della
Christie. Accecati dal necessario e dal suo incredibile successo
commerciale, abbiamo smesso di guardare veramente. Ci è parso un testo un
po' banale, "soltanto" una commedia gialla. Oltretutto la Christie scrive
tutto, troppo. Didascalie, battute, movimenti appaiono calcolati sulla base
di una pianta scenica accuratissima, come una partitura troppo ricca di
annotazioni. Mi sono sentito intrappolato. Come liberarsi? Entrando nella
trappola. E' I'unico modo. Per cercare, dall'interno, una via d'uscita.
Inseguendo i topolini in quel salotto - camera di tortura. Certo quel
salotto assomiglia a un teatrino dove i topini, per salvarsi, spesso
recitano parti inventate di sana pianta, ruoli dalla cui riuscita, dipende
il loro destino, camuffandosi e cercando di smascherarsi a vicenda. Sino a
ripetere la scena del delitto, scambiandosi le parti. Per questo ho voluto
una scena bianca, con tende sipari fluttuanti e suggerire la neve (la neve è
"dentro" la casa). Tutto deve essere ben visibile, in questo teatro dello
sguardo: i gesti come segni neri su una pagina bianca, come corvi su un
campo innevato. Ma, sulla pagina, i segni si mescolano ad altri segni; i
corvi si levano in volo sopra il campo. II gioco è cominciato.
Stefano de Luca