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da LIBERTA' di mercoledì 14 febbraio 2007 > Spettacoli Il regista racconta la nuova coproduzione del Piccolo e del Gioco Vita che debutta venerdì al Filo Sulla nostra barca la magia del teatro De Luca: «Un Goldoni di piccole cose, povero e poetico»
PIACENZA - La barca dei
comici sta per salpare. Ultimi giorni di prova per il nuovo progetto
realizzato da Teatro Gioco Vita e Piccolo Teatro di Milano, che
debutterà venerdì alle ore 21 al Teatro dei Filodrammatici (in replica
sabato 17 alle 21 e domenica 18 alle 15.30) e che in questi giorni è
presentato in anteprima ai ragazzi delle scuole piacentine. |
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da TEATRO.ORG
La
recensione di Francesca Bastoni
La
barca dei desideri.
Delizioso gioiello offerto dal Piccolo Teatro in occasione delle
celebrazioni dedicate a Goldoni: la barca dei comici, tratta da un
episodio dei mémories abilmente strutturato da Stella Casiraghi in un
progetto teatrale coerente ed omogeneo, impostato su carte e canovacci
goldoniani. Viaggio nel tempo articolato fra sogno e ricordo, compiuto
da un Goldoni senza età in umor di rimembranze. Vaghe immagini che si
affacciano alla mente del commediografo, ricostruite dal personaggio
narratore attraverso un diario; filo narrativo che percorre per intero
la commedia, nonché metro fra la realtà oggettiva dei ricordi ed il
gusto per l’aneddoto fantastico.Alchimia di fantasia e realtà in un
abile gioco d’ombre letterarie,(si veda ad esempio il divario fra la
descrizione della nave, nelle memorie e la realtà della piccola
compagnia di tre elementi).La barca è anche spazio scenico in
evoluzione, per elezione. Animato da una piccola compagnia di comici
formata da tre elementi:guitti nel senso positivo del termine, pronti a
diventar cento mille personaggi ed infine cambiar di ruolo ed ancora
ritornar a recitar se stessi (emblematica è la “cena degli attori”,a
base di cartone, fame ed immaginazione).
Come evocativo,è il baule dei costumi-al pari di una bacchetta magica-
si fa strumento misterioso, attraverso il quale il teatrante crea i
propri personaggi.
La storia infinita
Affascinante paradosso narrativo, vicenda in fieri eppur già scritta
(com’è nel carattere delle memorie, mai completamente compiute),si
svolge, magicamente evocata da G., davanti allo sguardo ammirato e
sedotto del pubblico in sala.
Magiche le parole che danno vita al gioco teatrale infantile, svelato al
nostro sguardo, viva espressione della magia teatrale; capace di
trasformare un piccolo trespolo in una barca, un velo azzurro in una
limpida distesa di mare, agitata dal vento.
La leggerezza della finzione teatrale.
Gioco d’ombre e colori scanditi da un progetto musicale, ad opera di
Marco Mojna, rigorosamente condotto sulle tracce preesistenti di
Fiorenzo Carpi.Luogo scenico e progetto luci, semplici nella propria
originalità quanto strettamente
connessi l’uno con l’altro.Trasformano la piccola barca(luogo simbolico
dei sogni)in uno spazio meta-teatrale: lanterna magica in grado di
materializzare sogni e ricordi.
Cast tecnico ed artistico competenti, brillantemente diretti da uno
Stefano De Luca in stato di grazie creativa; capace di trasporre, dietro
alle scene, rigore e creatività e sul palco, uno stile recitativo
leggero e calibrato.
Toni e mimica, apparentemente spontanei e giocosi, conquistano la platea
strappando sorrisi e applausi a scena aperta.
Recensione raccolta in data 9/03/07
Teatro Studio - Milano
Voto: